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ORATORIO DI SAN THOMAS BECKET

SOTTERRANEI

Un antico mitreo del I-II sec. d.C., il più antico ambiente di tutto il complesso della Cattedrale di Anagni. Esso si presenta con le caratteristiche architettoniche originali e con la consueta copertura “a carena” (come se vedessimo una nave rovesciata).

Addossato alla parete di fondo, potete ammirare l’antica ara sulla quale venivano sacrificati i tori; ancora oggi c’è il canale che permetteva lo scolo del sangue al di fuori dell’edificio.

L’ambiente è dedicato all’arcivescovo Thomas Becket, ucciso da quattro cavalieri inglesi nel 1170, a causa dei dissidi con il re Enrico II, e canonizzato nella chiesa di Santa Lucia a Segni (un centro urbano non lontano da Anagni) nel 1173 da papa Alessandro III (1159-1181). Dal momento che Thomas è rappresentato come santo a sinistra del Cristo in trono sulla parete di fondo, le pitture sono sicuramente databili successive al 1173. San Thomas fu elevato a difensore delle prerogative papali contro le ingerenze del potere temporale dei re.

La volta sull’altare accoglie una composizione con l’Agnello Mistico tra angeli e simboli degli Evangelisti e un’Ascensione di Cristo in mandorla sorretta da angeli. Sulla parete destra del presbiterio trovate una teoria di apostoli, mentre a sinistra ci sono quattro pannelli relativi alla vita e al martirio di san Thomas Becket. Le prime due scene sono di difficile interpretazione; la terza rappresenta il momento del martirio del santo. Quattro cavalieri irrompono nella cattedrale di Canterbury e uno dei fedeli di re Enrico sferra un fendente con una spada sulla testa dell’arcivescovo inginocchiato di fronte l’altare sotto lo sguardo di alcuni chierici. Nella quarta scena si intravede il primo miracolo compiuto dal santo.

Sulla volta della “navata” seguiamo le storie della Genesi, suddivise in quattro registri (fasce). Il ciclo comincia nel secondo registro da sinistra con la Creazione dell’Universo e la Separazione della Luce dalle Tenebre. Seguono: la Creazione di Adamo ed Eva, il Peccato Originale, il Rimprovero dei progenitori. Sul registro successivo, il secondo da destra: la Spada di Fuoco a guardia dell’Eden, la Cacciata dei Progenitori, il Lavoro dei Progenitori, il Sacrificio di Caino e Abele, l’Assassinio di Abele, Noè nell’Arca. Sul terzo registro, appena sotto il precedente: il Sacrificio di Abramo e Melchisedec ed episodi relativi all’incontro di Abramo con i tre angeli. Sul quarto registro, il primo da sinistra: episodi relativi al Sacrificio di Isacco e alla Primogenitura di Giacobbe.

Sulla parete sinistra si intravedono cinque episodi del Nuovo Testamento: l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio.

Sull’altro lato trovate una teoria di santi tra cui san Remigio, san Leonardo, san Benedetto e il gigante san Cristoforo, accanto all’antico ingresso dell’Oratorio.

Da notare che nell’intradosso sinistro della porta-finestra è presente una figura di cavaliere con la spada e uno scudo crociato. Si tratta di un disegno preparatorio (sinopia) che è stato riconosciuto come l’immagine di un templare.

In passato quest’ambiente fu utilizzato come cimitero per i canonici della Cattedrale. Quest’uso improprio ha alterato lo stato di conservazione delle pitture che risultano oggi compromesse e di difficile fruizione.